Oggi alle 16.02 ora italiana (10:02 a.m. EST) Curiosity ha lasciato la Terra a bordo della navetta spaziale che tra nove mesi lo porterà su Marte.
Buon viaggio, grande Rover!
Image Credit: NASA/Darrell L. McCall
Con un Tweet dal suo account ufficiale “MarsCuriosity” dedicato al mostruoso rover in procinto di partire per Marte, la NASA ha rilasciato il documento ufficiale per la stampa datato novembre 2011.
Si tratta di un documento di oltre 60 pagine, in inglese, dove sono descritti i dettagli della missione, la navetta spaziale che trasporterà il rover, il luogo di atterraggio previsto, la strumentazione e moltissimi altri dettagli tecnici e storici.
Un documento da non perdere per tutti gli appassionati di robotica e di spazio, potete scaricarlo da questo link.
Come vi ho precedentemente raccontato in questo post, la NASA ha interrotto i tentativi di ricontattare il rover Spirit, inattivo su Marte da marzo 2010.
Spirit è stato il primo dei due Rover gemelli (il fratello Opportunity è ancora nel pieno delle sue attività) ad atterrare sul pianeta rosso nel lontano 2004 per una missione di 3 mesi, che invece è durata quasi 6 anni. Il Rover è rimasto nel cuore degli scienziati del Jet Propulsion Laboratory che lo hanno creato, spedito su Marte e guidato nella sua esplorazione, per questo gli hanno dedicato un sito 3D interattivo per raccontare la storia del suo storico viaggio.
Il sito è stato chiamato Spirit Virtual Rover Experience ed è accessibile tramite l’URL http://exploremars.jpl.nasa.gov/Spirit.
Purtroppo il sito 3D non è accessibile per chi utilizza Linux perché sfrutta un plug-in di nome “Unity Web Player” disponibile per ora solo per Windows e Mac OS; per questo motivo esiste anche una versione HTML del sito: http://exploremars.jpl.nasa.gov/html
Ci è voluto un anno per organizzare tutta l’operazione, ma finalmente oggi 28 luglio 2011 è stato recuperato e messo in sicurezza il materiale radiattivo (Cobalto 60) contenuto in un container bloccato al VTE di Genova Voltri dal 14 luglio 2010. L’operazione di ricerca del materiale, durata quasi una settimana, è stata realizzata grazie a un robot tele-operato, il TRP1-B, realizzato da Oto Melara (gruppo Finmeccanica) in collaborazione con il Centro di Ricerca Gustavo Stefanini di La Spezia con lo scopo di sostituire l’uomo nell’esecuzione di operazioni troppo rischiose.
La ricerca e messa in sicurezza del materiale è stata effettuata sotto la supervisione del Laboratorio di Difesa Atomica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco di Roma, che ha anche pilotato da remoto una pala meccanica utilizzata per dare “man forte” al robot, sollevandolo sul container quando necessario e realizzando quelle operazioni che richiedevano la “forza bruta” di cui il TRP1-B non è dotato.